Fiabe italiane


Con Sara Donzelli
Diretto da Giorgio Zorcù
Produzione festival Toscana delle Culture, Accademia Mutamenti


Negli anni ’50 Italo Calvino ha colmato un vuoto enorme della nostra cultura: ha raccolto, selezionato e rimesso per iscritto il grande patrimonio popolare rappresentato dalle fiabe, come negli altri paesi europei era stato fatto da autori come i fratelli Grimm, Perrault e Andersen.
Finalmente anche in Italia, grazie a Calvino, possiamo ora disporre di questo “catalogo dell’immaginario”: principi e principesse in viaggio e in trasformazione, inseriti in un mondo magico ed essenziale, che danno risposte semplici sulla vita.

La nostra scelta è caduta su tre fiabe: Il Principe canarino, La sorella del Conte e Il Re superbo; la principale traccia che ci ha guidato è il tema del maschile e del femminile: le peripezie, le avventure, le trasformazioni che sono necessarie per il compiersi dell’incontro felice tra un uomo e una donna. Come sempre nelle fiabe bisogna superare ostacoli che appaiono insormontabili, compiere viaggi e uccidere mostri, affrontare la crudeltà e il dolore. Le esperienze insomma che ogni adulto per crescere ha imparato dalla vita e che si vogliono trasmettere, con un linguaggio semplice e fantasioso, ai nostri figli e alle nostre figlie (e su cui ogni tanto soffermarsi di nuovo noi stessi).

Lo spettacolo è diviso in parti che corrispondono a diverse modalità di narrazione: lettura, racconto e azione scenica, dipanandosi nell’ora di rappresentazione in maniera sempre più complessa ed emotivamente coinvolgente, fino al classico “lieto fine”.

Fiabe italiane è rivolto a tutti, sia agli adulti che ai bambini, per la sua natura insieme semplice e profonda, che dà modo, proprio come nelle fiabe, di assaporare diversi livelli di lettura.

Uno spettacolo tanto sobrio quanto intelligente. Da una parte la scelta delle fiabe, tutt’altro che scontate e capaci di riconsegnare quel sapore di “crudeltà” che Calvino coglieva e manteneva nella narrazione tradizionale; dall’altra la loro reinterpretazione scenica, solo all’apparenza semplice ma in realtà sottile, che lascia spazio alla forza dell’attrice e della sua parola e alla creatività dei bambini. I quali, proprio come in una vera “veglia domestica”, sono invitati a immaginarsi volti e luoghi, o a rileggere nei piccoli oggetti d’uso la magnificenza di castelli e culle regali.

Il Tirreno, 2 aprile 2006 – Emilio Guargiglia


Spazio scenico

Lo spettacolo si può adattare a diversi spazi, siano essi sale con gradinata per il pubblico (la situazione preferibile), o teatri con un palcoscenico (meglio se non troppo alto).
Lo spazio scenico dovrebbe avere una profondità di almeno 8 metri, ed una larghezza di almeno 6 metri. Lo spazio deve essere oscurato.
Nel caso di spazi all’aperto: devono essere molto protetti da rumore e da fonti luminose.

Carico luci richiesto

n. 16 PC 1.000 W
n. 10 bandiere, n. 4 portagelatine
Centralina luci 14 canali
Carico luce richiesto: 8 Kw

Montaggio e smontaggio

n. 1 aiuto (facchino) per carico e scarico (mezz’ora circa)
Tecnici per montaggio e puntamento luci (quattro ore circa)

Locandina "Fiabe italiane"