Socialismo a passo di Valzer


Spettacolo di Teatro e Musica

Testo e drammaturgia Giuseppe Di Leva.
Regia Giorgio Zorcù

Con Sara Donzelli, Alessandro Ferrara, Annamaria Ajmone, Marco Bellocchio, Erio Reverberi violino, Nicola Bonacini contrabbasso
Musiche Amedeo e Arnaldo Bagnoli
Maestro di danza Massimo Zacchi
Luci Marcello d’Agostino
Scene Giannico Bittini, Lorenzo Pazzagli
Assistente alla regia Sara Donzelli
Produzione Accademia Mutamenti, Regione Toscana.
Con il sostegno di Teatro Stabile di Torino, La Corte Ospitale di Rubiera

Spettacolo inserito nella rassegna “Fare gli italiani” del Teatro Stabile di Torino

La storia, quando è davvero quella che deve essere,
consiste in una rielaborazione di films.

Ortega y Gasset

Cioè in una scelta e montaggio di fatti cristallizzati, di immagini discontinue,
di idee disperse che si ricostituiscono così in unità e movimento.

Commento di Leonardo Sciascia

Lo spettacolo è una storia in forma di fiaba, un canto d’affetto per le origini della “nuova religione dei poveri”, il socialismo. Le scene si susseguono in spazi e tempi diversi, come fotogrammi scanditi dal buio, surreali come possono esserlo la memoria o il sogno. Il centro dell’azione è l’Osteria della Vittoria, dove si discute, si suona e si balla molto. Proprio nelle osterie della bassa padana nacquero insieme il Liscio e le prime cooperative socialiste; quella musica ne diventa la colonna sonora, come un blues del Nord, e quel ballo trasgressivo, dove per la prima volta la coppia danza allacciata, l’espressione della voglia collettiva di contare, di vivere e di essere liberi.
Vittoria, la proprietaria, è un prototipo della nuova donna, libera e solitaria; l’amante Radames è il giovane aiutante preso dal progresso che tutto cambia; Giovanni, ballerino nostalgico e rivoluzionario che vent’anni prima se n’era andato deluso per l’Europa, ora torna e infiamma il cuore di lei; il violinista Nicomede e il contrabbassista Astorre suonano i valzer e le polke su cui tutti danzano.
Sopra e intorno aleggia l’Angelo del Socialismo, che accompagna con ironia questo simbolico popolo che lotta, lavora e danza, animato da un’idea di libertà e di uguaglianza che viaggia, come un refolo di vento, verso esiti imprevedibili.


“Osteria della Vittoria.
Il racconto in scena trasmette emozione.”
(Il Tirreno, 19 aprile 2012)


Spazio scenico

Palco ideale: larghezza m. 10, profondità m. 9.
Sono perfetti gli spazi più grandi; per spazi più piccoli dovrà essere valutata volta per volta la possibilità di montare una scenografia ridotta.

Graticcio. Altezza minima da palco a graticcio: m.5
La necessità di quadratura nera sarà valutata a seconda degli spazi scenici.

Per repliche estive all’aperto: lo spettacolo può essere fatto sia su palco che a terra, col pubblico su gradinata. In questo caso il pavimento (pedana di legno, cemento o asfalto) deve essere liscio.
Lo spazio deve essere oscurabile.

Luci

Dimmer 24 canali da 2 Kw
Centralina 24 canali doppia scena e memorie
16 pc 1.000 w con bandiere e portagelatine
3 PAR 1.000 w CP 60 (con portagelatine)
2 PAR 1.000 w CP 62 (con portagelatine)
1 sagomatore ETC 750 w ottica 26°
2 sagomatori ETC 750 w ottica 36°
2 sagomatori ETC 750 w ottica 50°
Neon.
Accessori per montaggio e cablaggio (cavi, sdoppi, ganci etc.)

Per repliche estive all’aperto:
– 5 piantane wind-up 4 m. con barre a T per le luci
– 2 piantane genie 6 m. con americana 9 metri per sistemazione fondale scenografia

Fonica

Mixer
Lettore cd
2 casse
Linea aux per altoparlante fonografo

In caso di spettacolo all’aperto o grande teatro con acustica difficoltosa servono:
– radiomicrofoni per 4 attori e 2 musicisti
– amplificazione violino e contrabbasso
– 1 tecnico fonico

Video

Videoproiettore (dotazione compagnia)

Tecnici

Su piazza: 1 macchinista, 1 tecnico luci, 1 aiuto tecnico, facchini.
In caso di necessità di amplificazione delle voci e degli strumenti: 1 fonico.

Montaggio e smontaggio

Necessità di premontaggio il giorno precedente allo spettacolo.
Circa 8 ore scarico e montaggio; circa 2.30 ore smontaggio e carico.

Locandina "Socialismo a passo di valzer"