Fino al punto che si può raggiungere


di e con Sara Donzelli
diretto da Giorgio Zorcù

registrazioni ed editing audio Diego Ruvidotti
produzione Accademia Mutamenti, Teatrocentro Pietrasanta
con il contributo di Regione Toscana e Provincia di Grosseto

Lo spettacolo è frutto di una ricerca d’attrice di Sara Donzelli sul ruolo della Figliastra nei Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, svoltasi gran parte all’interno dei corsi di Jurij Alschitz, e del contributo registico di Giorgio Zorcù.
Il tema di fondo è l’esplorazione di uno strano femminile, nella sua solitudine o nella relazione con uno/tanti maschili – che si scorgono in filigrana e per riflesso – nelle diverse facce di amore e violenza.
Dare corpo alla Figliastra ha voluto dire esplodere il ruolo: darle un passato mitico, un presente rivissuto e uno sfondo finale, che appaiono per lampi e per tagli d’immagine, in un contesto di set cinematografico d’antan, una sala di periferia dove scorrono memorie e lampi di futuro, prese d’atto del presente e svelamenti. La Figliastra è una donna in crisi, su cui si riflette il dissesto del mondo in cerca di valori e di nuovi modelli; sta scappando da una famiglia già in fuga, con la fierezza e la forza d’attrazione di una vita scomoda per cercare una nuova vita.
Si dipanano sulla scena i fantasmi di una tragedia del quotidiano, gli abissi e le vette del movimento che donne e uomini devono percorrere in cerca della grazia, sapendo che dall’amore può nascere violenza come dalla violenza può nascere amore. Trasportati dalla necessità vitale di interrogarsi di continuo sui nuovi territori dove si colloca l’incontro e lo scontro tra il femminile e il maschile.

fino al punto che si può raggiungere è anche una riflessione – che sentiamo urgente – sulla natura del teatro, sullo spazio scenico come luogo dell’anima e sulla professione dell’attore; riflessione praticata in scena a partire da una rivisitazione dell’opera pirandelliana.
Procede per tappe consecutive: nell’estate del 2004 è stato presentato il Primo studio a Castel del Piano, per il festival Toscana delle Culture, e nel febbraio 2005 una versione successiva al Salone di Via Dini a Milano, per la stagione del CRT-Centro di Ricerca per il Teatro.
La sua forma è quella dell’opera aperta, che nei diversi spazi in cui viene presentato – piccoli teatri, grandi palcoscenici o capannoni – si ridispone per collocazione scenica e approfondimento dei suoi elementi.

Lo spettacolo può essere presentato anche agli studenti dell’ultimo ciclo delle Scuole Superiori, precedendo la visione con un laboratorio tematico su Pirandello guidato da Sara Donzelli, basato su alcune affermazioni tratte da Sei personaggi in cerca d’autore.

… E’ la natura e l’identità femminile il soggetto primo di questa ricerca teatrale, che non può però non sfumare nel maschile, nelle relazioni tra gli esseri, nel rapporto tra arte e vita. Pirandello, si rammenta, non è soltanto un’infilata di copioni, e relative messinscene, più o meno muffose: è prima di tutto un cosmo, tuttora vibrante e che tuttora ci riguarda tutti. Da vedere.

city Milano, 21 febbraio 2005 – Antonio Calbi

Sara Donzelli attraversa per intero il mutevole spazio scenico che la ospita, nel quale si muove sia come personaggio, sia come attrice, colta nel momento stesso del suo divenire personaggio, affrontando così la natura stessa del teatro, tema caro a Pirandello. L’esplorazione del femminile si traduce nelle parole del monologo che amalgama tracce pirandelliane ad altre suggestioni letterarie, ma anche nella scelta del tessuto musicale, che spazia da Bjork al tango, dall’ipnotico tema di In the mood for love di Wan Kar Wai a una struggente Mina, e nelle immagini astratte proiettate sulla tela che ricopre per intero il fondo della scena. Molte le suggestioni.

Repubblica Milano, 25 febbraio 2005 – Giovanna Crisafulli

Davanti a un enorme e avvolgente telo bianco, Sara Donzelli si espande in tutto il palco. Sul fondo scorrono le immagini, proiettate dal vivo attraverso una lavagna luminosa, di macchie di colore, del bacio di Magritte, di maschere orientali. Sempre in bilico tra la vita dell’attrice e il ruolo del personaggio Sara Donzelli mostra la complessità dell’animo femminile, la maturità di una donna che non è più solo Figliastra rabbiosa nei confronti del padre e della madre ma Figlia del caos, straniera senza patria e senza casa, che crede ancora nell’amore, nel rapporto tra i sessi, nella possibilità di rigenerarsi. Uno spettacolo che emoziona.

Prima Fila, n. 115 – maggio 2005 – Patrizia Bologna

E’ l’alchemico alternarsi di chiaroscuri di un corpo e di una mente, di lucidità che improvvisamente si trasforma in pazzia e viceversa, dello strano e necessario fondersi di amore e violenza alla ricerca di un significato di se stessi e della vita. La sfrontatezza dolorosa di una giovane donna che si mostra sul palcoscenico attraverso toccanti dialoghi in cui si rivolge a suo padre, a uomini che ci sono stati nella sua vita, che ci saranno. Il tutto contornato da balletti sinuosi e spasmi di dolore, da occhi sbarrati o maliziosi, di ricordi passati e di speranze future.
L’attrice riesce a rendere pubblico il suo “intimo”, a suo agio tra una scenografia semplice e una grande quantità di materiali scenici eterogenei che si amalgamano in maniera coinvolgente ed evocativa. Di grande impatto il sapiente contributo registico, drammaturgico e scenico di Giorgio Zorcù.

www.nottidaleon.it/teatri, 14 settembre 2005 – Andrea Leo e Chiara Zaccarelli


Spazio scenico

Lo spettacolo si può adattare a diversi spazi, siano essi sale teatrali con gradinata per il pubblico (la situazione preferibile), o teatri con un palcoscenico (meglio se non troppo alto da terra); l’azione si può svolgere anche in platea, appena sotto il palco, per circa 2 metri.
Lo spazio scenico dovrebbe avere una profondità di almeno 10 metri, ed una larghezza di almeno 8 metri.
E’ sempre auspicato un sopralluogo preventivo.

Lo spazio deve essere completamente oscurato.
Nel caso di spazi all’aperto: devono essere molto protetti da rumore e da fonti luminose.

Luci

n. 16 PC 1.000 W
n. 10 bandiere, n. 4 portagelatine
Centralina luci 14 canali

Carico luce richiesto: 12 Kw.

Fonica

Lettore Cd
Mixer
Casse con la potenza necessaria per lo spazio usato

Montaggio e smontaggio

Il montaggio deve avvenire entro il pomeriggio del giorno precedente allo spettacolo, per consentire le prove per l’adattamento scenico allo spazio.

n. 1 aiuto (facchino) per scarico (mezz’ora circa) e carico;
Tecnici per allestimento scenico, montaggio e puntamento luci, installazione fonica (max 4 ore).

Locandina