SCRIVERE IL TEATRO

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da un’idea di Fabio Tolledi
direzione artistica Giorgio Zorcù
giuria Renato Gabrielli, Lina Prosa, Fabio Tolledi, Giorgio Zorcù
laboratori e creazioni Sara Donzelli e Giorgio Zorcù
coordinamento amministrativo Ivano Gorgoni
comunicazione Simone Giusti e Alessandra Nesti
produzione MI – Ministero Istruzione

Nell’anno scolastico 2019/20, per il quinto anno consecutivo, il Ministero della Pubblica Istruzione e il centro italiano dell’ITI-International Theatre Institute dell’UNESCO, invitano gli studenti delle scuole statali a partecipare al concorso Scrivere il teatro, la cui finalità è promuovere il valore pedagogico e didattico del teatro e favorire un contatto diretto da parte degli studenti con la produzione teatrale in tutte le sue diverse fasi. I partecipanti, infatti, che possono iscriversi singolarmente o in gruppo, riceveranno in premio la possibilità di mettere in scena la propria drammaturgia, grazie a una residenza artistica a Cinigiano guidati dall’attrice Sara Donzelli e dal regista Giorgio Zorcù di Accademia Mutamenti. L’opera vincitrice sarà poi rappresentata al Teatro Eliseo di Roma la mattina del 27 marzo, Giornata Mondiale del Teatro, insieme agli estratti scenici delle tre opere segnalate per le scuole Primaria, Secondaria di Primo grado e Secondaria di Secondo grado e alla lettura del messaggio scritto ogni anno da una personalità del teatro mondiale e rivolto a tutti i teatranti del pianeta. L’opera vincitrice sarà poi rappresentata anche in un teatro della città di provenienza degli studenti vincitori.

«I ragazzi – si legge nelle Indicazioni strategiche per l’utilizzo delle attività teatrali del MI – hanno bisogno di scoprire e condividere valori e di interagire con i coetanei e con gli adulti, e hanno altresì bisogno di sentire gli altri, anche se diversi, come una risorsa. Un sentire, questo, possibile se essi accolgono e riconoscono le differenze e le specificità dell’altro, in termini di cultura, censo, religione…». Il concorso Scrivere il teatro vuole assolvere proprio a questa funzione pedagogica, mostrando le potenzialità di una didattica basata sulla promozione della creatività, del lavoro di gruppo, del confronto tra apprendisti e maestri e, infine, dell’incontro con il pubblico; le drammaturgie originali dovranno riguardare i temi caratterizzanti le attività dell’ITI, con particolare riferimento ai diritti umani e al disagio giovanile.