ARCHEOLOGIE DEL PRESENTE

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E’ un progetto nato per la residenza artistica a Vetulonia, antica capitale etrusca, volto alla rivisitazione dei temi arcaici e della classicità intesi come presenza delle origini dentro di noi e nell’inconscio collettivo. Una indagine sull’Archeologia del profondo dell’animo umano condotta attraverso i testi teatrali contemporanei che hanno lavorato su quelle origini con un linguaggio nuovo e potente, visionario e vicino a noi.

Intorno a un tema o a un personaggio mitico ogni anno si individua – o si commissiona – una riscrittura contemporanea, e si innesca un processo che vede contemporaneamente lo studio, la ricerca e le prove della compagnia per creare un “asse portante” scenico che sia aperto alla condivisione e all’irruzione di un coro popolare e lo scandaglio nella comunità locale attraverso conferenze, visioni e laboratori. E’ un modo di approfondire un tema e condividerlo con la comunità attraverso la pratica scenica, che si conclude con una presentazione nell’area archeologico.

La prima esperienza è stata con la figura di Circe, e l’individuazione del testo Circe / Fango di Margaret Atwood e la conoscenza della traduttrice Cristiana Franco, che ci ha aperto a una conoscenza e consapevolezza del mito; bello il successo dell’operazione artistica, invitata in diverse parti d’Italia a ripetere l’esperienza di residenza artistica: a Lanusei e Gairo Vecchio nell’Ogliastra sarda, alle ex Distillerie di San Cesario a Lecce, al Castello di Potentino sul Monte Amiata.

E’ seguito un lavoro su Demetra e Persefone, e sul testo originale di Lina Prosa: Kkore – Canto delle accorate per chi ha un cuore; dopo Vetulonia la residenza artistica è stata ospitata all’Expo di Milano, al Giardino di Daniel Spoerri a Seggiano, all’area post-industriale della Teatro Fonderia Leopolda di Follonica o al cinema anni ’50 di San Giovanni Valdarno, fino alla Valle dei Templi di Agrigento e al Teatro Greco di Morgantina, culla del mito.

L’ultimo atto, in attesa di un nuova ripresa, è stato con Cassandra, su cui abbiamo di nuovo chiesto l’aiuto drammatirgico a Lina Prosa, che ci ha consegnato una Cassandra on the road sospesa tra origini greche e mercati generali di New York, incomprensibile oggi come allora a chi non ha orecchie per intendere.